Palazzo Balbi

Palazzo Balbi sorge nel XVII secolo per volontà di Francesco Maria Balbi come ampliamento e ristrutturazione di un precedente edificio cinquecentesco, probabilmente di proprietà dei Pinelli. La costruzione del palazzo avvenuta tra il 1590 e il 1595, coincide con lo sviluppo di Campomorone come centro più importante della valle.

L'autore dell'intervento (probabilmente Pier Antonio Corradi) incorpora l'impianto originario sostituendo semplicemente la ricca decorazione architettonica ad affresco, oggi visibile a tratti sotto l'intonaco distaccato, con un più modesto marmorino.

Al piano terra si trovano ambienti a volta e un ampio scalone centrale per raggiungere il piano nobile, dal quale si accede ad un vasto giardino retrostante. Il palazzo è posto al centro di una vasta azienda agricola legata alla produzione della seta, che si estendeva allora dal torrente Verde al passo della Bocchetta e dal rio Gioventina fino al ponte della Ferriera, inglobando quasi integralmente il territorio dell'odierno capoluogo.

Nel XVII secolo il palazzo passa al marchese Giacomo Balbi. Nel 1777 il marchese, quale nuovo proprietario, fa costruire un edificio particolare (l’attuale Cabannun) che nella parte inferiore accoglie due grandi vasche con pesci, fontane, giochi d’acqua e piccole grotte, mentre la parte superiore viene adibita a deposito per il grano ed i foraggi.

Nel 1815 Papa Pio VII soggiorna nel palazzo ed impartisce la benedizione al popolo dalla finestra più ampia. L’avvenimento è ricordato da una lapide murata sull’ingresso nel 1923.

L'impero immobiliare dei Balbi, però, inizia a sfaldarsi già dalla seconda metà del XVIII sec. a causa della crisi finanziaria che si abbatte sull'aristocrazia genovese fino a quando, nel 1832, il fondo di Campomorone passa agli Spinola in virtù del matrimonio contratto da Violantina Balbi con Giacomo Spinola, dando il via al processo di dismissione della produzione ed alla vendita di mulini, poderi e dello stesso Palazzo, che verso il 1940 viene acquistato da Luigi Dellepiane che, nel 1942, vi realizza una casa di riposo.

Negli anni '80 l’amministrazione comunale, divenuta proprietaria della villa vent'anni prima, ne avvia la ristrutturazione, trasformando l'edificio in sede del Municipio e nel nuovo polo culturale che contiene, oltre al Museo di Paleontologia e Mineralogia e delle Marionette, anche la Biblioteca Civica, l'Archivio Storico comunale e i laboratori didattici museali.

L'impianto planimetrico originario, ancora oggi evidente, propone uno schema rettangolare sviluppato in profondità e completamente addossato al muro di contenimento del giardino soprastante.