ANGELO CENDERELLI

Angelo Cenderelli nacque a Genova il 26 agosto del 1892 da famiglia dell’alta borghesia. Terminate le scuole superiori con notevole profitto, proseguì gli studi in ambito tecnico-artistico senza riuscire a terminare la Facoltà di Architettura: il matrimonio con la signorina Iside Dall’Aglio, di ceto borghese, fece sì che la famiglia di Angelo, che non aveva approvato la sua scelta, non volesse più provvedere economicamente ai suoi studi.

La nascita del figlio Renato nel 1916 può far comprendere perché Cenderelli, per provvedere economicamente alla famiglia, divenne Tecnico del Comune di Genova e non si avviò alla libera professione.  Il sogno di un’impresa di costruzioni “Angelo Cenderelli & Figli” rimarrà nel suo cuore: Renato, divenuto ingegnere, la realizzerà ma lontano dal padre, in Argentina, dove emigrò nel 1949.

Quale civico dirigente dei lavori pubblici, Angelo realizzò progetti fondamentali del nuovo assetto urbanistico che la Superba assunse negli anni tra le due Guerre: il Monumento ai Caduti di Piazza della Vittoria, il Liceo Andrea D’oria, il Palazzo dell’Intendenza di Finanza, l’ampliamento della porta urbana di Piazza Manin.

Sempre in quegli anni iniziò l’attività del Teatro delle Marionette. La moglie Iside era particolarmente abile a confezionare costumi e parrucche, ma la sua collaborazione cessò prematuramente alla sua morte avvenuta nel 1939.

Cenderelli sposò in seconde nozze la signora Alice Cermak.

Intanto nel 1953 Cenderelli ebbe un proprio Teatrino delle Marionette in Santa Maria degli Angeli, voluto dal professor Taviani, che terminò la sua attività nel 1957, poco prima della sua morte, avvenuta nel 1959.

Cenderelli fu scrittore, pittore, illustratore, scenografo utilizzò i cento linguaggi dell’espressività artistica, perseguendo l’intento pedagogico di narrare all’infanzia e di educare nel contempo alla creatività e alla libertà di pensiero.

Anche con l’avvento del cinema e della televisione, mantenne inalterato lo spirito del novello marionettista, la poesia dell’artigiano-pittore che tratteggia luci ed ombre su quinte e fondali, riassumendo antiche sapienze del magico mondo del teatro, offrendo un invito a lasciarsi andare sulle ali della fantasia.

Alla sua morte la famiglia donò tutto il materiale al Centro di Assistenza Infantile di Campora, dove l’amministrazione comunale lo rinvenne nel 1980, quando assunse la gestione dell’istituto e acquisì la proprietà di tutto ciò che in esso era contenuto.